giovedì 17 febbraio 2011

Una storia dalla Cambogia

Era un giorno di freddo di Ottobre 2006,  e Marvia stava leggendo  come ogni Lunedi' mattina l'Espresso in una stanza riservata ai dottorandi  nella facolta' di lettere dell'universita' di Bologna. Aveva sfogliato distrattamente  le pagine del settimanale, domandandosi come sempre perche'  spendesse soldi per 2 etti di pubblicita' e politica. Ma riconosceva che l'Espresso era una sua debolezza sin dai tempi del liceo per la scorrevolezza  che la carta patinata aveva sui polpastrelli mentre ne sfogliava le pagine, e poi a volte c'erano storie ben scritte di cronaca che sarebbe diventata storia..
Il titolo di una pagina attiro'  la sua attenzione:
"Cambogia - Uno stato senza letteratura". - "Puo' mai esistere uno stato in cui non esista negli anni 2000 la letteratura?" si scopri' domandarsi prima di proseguire nella lettura dell'articolo:
"Attualmente la Cambogia non ha una letteratura contemporanea: il regime dei Khmer Rossi, che puniva la lettura con la morte, ha ucciso chi sapeva leggere e scrivere. Al giorno d'oggi i libri sono una rarità in Cambogia e non ci sono biblioteche a parte la Biblioteca Nazionale a Phnom Penh, riaperta nel 1980 e che sopravvive solo grazie alle donazioni.Gli ultimi libri cambogiani sono quelli scritti dai sopravvissuti ai massacri degli Khmer Rossi, ma non esiste una letteratura del periodo successivo a Pol Pot tranne che racconti per bambini o libri su Angkor. I cambogiani stessi non si interessano granché alla letteratura a causa della povertà e della continua lotta per la sopravvivenza.."
Si fermo' nella lettura e diede uno sguardo  strano al titolo della sua tesi che giaceva stampata in bozza sulla scrivania:
"L'islamizzazione della letteratura orale tradizionale e la nuova pubblicistica - I codici arabo-yemeniti: una ricerca codicologica ..."
Ci riflettette per qualche minuto, fece qualche ricerca su Internet, si alzo dalla sedia e prese il magro  manoscritto della bozza di tesi e la  butto' nel secchio. Penso' qualcosa tipo " ...E vaffanculo alla ricerca codicologica".
Si mise al computer e scrisse le prime righe della nuova dissertazione che intendeva scrivere:
" Una classificazione enciclopedica della letteratura  cambogiana pre kmhenita ed un approccio sistematico alla sua reintroduzione nella societa' cambogiana del terzo millennio."
Erano passati 3 anni da quando una delle tante emanazioni dell"ONU aveva finanziato e trasformato in realta' "l'approccio metodologico", come lo definiva lei scherzosamente, e l'avevano quindi spedita a Phnom Penh come capo del progetto.
Nei giorni di sconforto ed umidita' estrema  pensava  che avrebbe dovuto prestare piu' attenzione alla pubblicita' di borse fighe sull Espresso. Magari "l'approccio metodologico" sarebbe rimasto una "ricerca codicologica". Ma la sua vita in realta' le piaceva, si poteva definire quasi felice se solo non ci fossero state  zanzare e latrine putride.
Voster semper Voster
(Questa poi ve la spiego)


 

3 commenti:

  1. Ma........questa da dove l'hai "sfornata"?!?!?! Mi sono perso qualche cosa di attualità, oppure ha colpito la tua fervida fantasia?

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  2. La tua lettrice che ti segue dalla Cambogia?



    Andy

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  3. FB
    Poi, poi! (spero)!:-)

    Andy
    Poi, poi! (spero)!:-)

    RispondiElimina

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