mercoledì 17 febbraio 2010

Aprire un ristorante in America

Da quando questo blog esiste un migliaio di persone vi e' capitato ricercando su google come aprire un ristorante in America. Principalmente per snobbismo (gli italiani in America possono essere anche manager, Ingegneri e ricercatori, non solo ristoratori e camerieri) non ho mai voluto scrivere nulla in proposito.
Ma la scorsa domenica mentre con alcuni amici si festggiava il capodanno cinese uno dei commensali mi ha parlato di un paio di tizi (uno lo conosco) diventati milionari con la ristorazione. Dopo tutto io sono del Marketing, se e' questo che i clienti vogliono, benissimo.
Ebbene si', qui in America si puo' ancora diventare molto ricchi con la ristorazione, dato che la famiglia americana media non cucina in casa e va al ristorante almeno 3 sere a settimana. Tuttavia in questo paese non immaginatevi di aprire lo stesso ristorante
senza passione e servizio che avete in Italia e chiedere conti sui 50 euro.
Qui un ristorante che chiede per una cena 50 dollari (vino escluso) e' considerato caro o carissimo. E deve avere del cibo incredibile per quella cifra. Gli americani, ed i californiani in specie, si aspettano un servizio al tavolo efficiente e rapidissimo, e che sia Sabato sera non e' accettata come scusa per un servizio scadente. Se non sapete fornire cibo di qualita' e consistentemente un servizio impeccabile al cliente per 50 dollari a pasto (o meno), state in Italia e non pensateci piu'. I californiani conoscono l'Italia e la sua vera cucina, non pensiate di infinocchiarli con l'improvvisazione o la cialtroneria. Quindi se non siete ristoratori profesisonisti, state a casa.
Ma se avete passione ed onesta' in cucina, qui c'e' la ricompensa; molti buoni ristoranti sono pieni nella Bay Area 7 sere su 7 con clienti in attesa al bancone degli aperitivi.
Ora supponiamo che leggendo la premessa esclamiate "Fantastico, a me Vissani mi fa una pippa e sono piu' organizzato e preciso di un ferroviere svizzero, ora intelligentone di Emigrante mi dici come apro un ristorante in America "?
Per prima cosa, vi serve il visto per lavorare in America, che e' lo scoglio piu' impervio.
La strada piu' semplice (immagino) sia quella di ottenere un visto per investitori (E), che viene rilasciato se potete dimostrare di avere capitali (200 mila dollari almeno), un curriculum che dimostri la vostra competenza in gestire un ristorante. In generale avrete bisogno di un buon legale specializzato in immigrazione.
Una volta richiesto il visto, ed accertandovi di avere solide speranze di ottenerlo, siete pronti a partire e cercare il locale dei vostri sogni.
Assumete che sarete in grado di aprire un conto in banca da subito ma per qualche tempo (un anno o piu') non avrete possibilita' di richiedere prestiti.
Tutto chiaro?
Voster semper Voster
CheSeApriteMiDoveteUnaCena Emigrante

48 commenti:

  1. Mi hai fatto venire voglia di non aprire un ristorante!

    Comunque sottoscrivo quello che dici, anche qui in Florida mangiar fuori è molto economico, il servizio veloce, i camerieri sempre col sorriso. I ristoranti sono sempre pieni, non solo 7 su 7 ma anche a qualsiasi ora dall'apertura alla chiusura. Puoi trovare famiglie intente ad ordinare una cena (o un pranzo?) alle 4 di pomeriggio.
    I posti più "fighetti" chiudono le cucine alle 9 massimo 9.30 di sera. (In media iniziano a cenare verso le 5 pm) e io con le mie abitudini "terrone" di solito non ceno prima delle 9...quindi...
    Ecco, ciò che manca è un luogo in cui mangiare fino a tardi, a parte la catena "Fridays" che ti fa mangiare fino all'1 di notte ed i soliti fast-food, (fino alle 11 o mezzanotte) ma che hanno cibo dozzinale... se vogliamo chiamarlo cibo.

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  2. Ali
    Tu non mangi davvero da Fridays, vero? E' mortale quel posto.
    E' verissimo che qui mangiano prestissimo, ma con i bambini....
    A san Francisco ci sono posti, le rare volte che andiamo in vita, dove si puo' mangiare tardi.

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  3. si, ma emigrante, anche qua 50€ a persona sono considerati tanti(forse ti sei un pò perso con i prezzi al cambio italia-usa), qua ci sono posti(non parlo di ristoranti in galleria a milano...) che con 30-35 o 40€ al max si mangia bene,tanto e roba più che ottima. Li in america sono curioso di quello che si potrebbe mangiare con una cifra cosi(che non ti faccia venire colesterolo, diabete, pancreatite, riversamenti di bile e ulcera solo guardando quello che c'è nel piatto), esentando dal contesto naturalmente insalate varie...
    p.s. se ne dovessi aprire uno, aspetto l'invito ;)
    Saluti caro emigrante!

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  4. Ho mangiato solo una volta da Fridays, perchè cercavamo un posto dove cenare a mezzanotte, quando sono venuti amici dall'Italia che sono arrivati in aeroporto alle 10...non mi ha fatto impazzire e l'ho trovato anche piuttosto zozzauder, però in casi estremi almeno non rimango digiuna!
    Qui riesci a mangiare ad ora tarda (per modo di dire) nei week end.
    Comunque l'ora di punta sono le 7.

    Un ristorante molto fico dove io non sono ancora stata, ma i miei suoceri e quel fetente di mio marito si, costa sui 100$ a cranio, compreso di vino.

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  5. xdonatemi l'itrusione, ma essendo molto iteressato a questa discussione dico quello che penso anche io.con mia moglie vorremmo trasferirci dalla Calabria a San Francisco.bel salto di qualità direste voi.ahaha.per aprire una pasticceria VERA italiana. abbiamo visitato la california in lungo e largo e siamo innamorati persi di SF.e a tal caso vorrei precisare alcune cose:come si fa a chiamare cucina italiana quella praticata nella little italy??ma, avete mai mangiato lì?beh io si e ho quasi provato sdegno nel 90% dei ristoranti italiani..una carbonara con al posto dell'uovo la panna e della pancetta a cubetti il bacon a foglicine.e gli amricani fuori come formiche a far la fila.credetemi, se mi mettessi a farla io allora arriverebbero da chicago??!!mah..e non dite che i californiani ne capiscono di cucina italiana..non sanno la differenza tra grana padano e formaggio americano grattuggiato.potrei continuare all'infinito.se riesco nel mio intento vi terrò aggiornati degli sviluppi..ma la nostra prerogativa è: SOLO PRODOTTI DOP!altro che bacon e gnocchi fatti con farina di grano americano.logico che il costo del prodotto made in home e meno costoso..ma allora dove sta la nostra passione e senso della patria???

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    1. Wow! L'idea di aprire una pasticceria è grandiosa! Mi trovavo a leggere i vostri commenti perchè presa da un sogno un pò impossibile,cioè quello di trasferirmi in America e di lavoraee li come barista o cameriera visto che amo stare a contatto con le persone e visto che giá qui lavoro come barista con molta passione! Dicevo sogno impossibilè perchè il primo ostacolo è la lingua...non conosco bene l'inglese..non è tanto semplice cambiare vita...ma se riuscite ad aprire la vostra pasticceria fatelo sapere! Buona fortuna!

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    2. Ti sei chiesto perche nei ristoranti italiani in USA il cibo non e come in Italia? Non e' che non sono buoni a farlo, e' che agli americani piace cosi, fatto come in Italia non lo mangerebbero..... E ciò' spiega il perche' delle file fuori dai ristoranti

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  6. Solo un appunto,non servono piu cifre minime tipo 200k $,viene valutato il business plan...cercare sul sito dell' USCIS per conferma :-)

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  7. ciao anonimo ci sei riuscito?hai aperto il tuo ristorantino in america?io sarei interessato potresti scrivermi a dorydoriana@libero.it
    ciao mi auguro di risentirti presto.

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  8. Mi intrometto in questa discussione... sono in visita in New Jersey , sono al secondo mese me ne resta ancora un altro... devo dire che almeno in questo stato in illinois e new york ( i soli che ho visitato) di cucina italiana non sanno nulla... e la tristezza è che qui ci sono molte famiglie italiane... se vedete un qualsiasi show ti cucina in USA potete vedere increduli alle schifezze che combinano e ci son tanti che dicono di essere grandi chef in Italia ma io continuo a dire ai miei zii che questi fantomatici famosi chef nessuno li ha mai visti in italia... a cominciare dalla figlia di De Laurentis ,Giada...
    Quando io dico agli americani che in Italia mai si è visto piatti tipo spaghetti con sopra parmigiana di melanzane e spaghetti con le polpette loro rimangono increduli... Gli americani come si è detto sopra, sono abituati a mangiare ai ristoranti che con gli stipendi alti che sono qui hanno il dollaro che in tasca non sa stare fermo e non sia mai si sporcasse la cucina... sono abituati quindi a mangiare messicano perchè nel 90 % dei ristoranti di tutti i tipo dall'italiano al giapponese ci sono solo messicani che lavorano... io ho lavorato in uno ristorante e sono rimasto scioccato dal primo giorno quando ho visto quello che accadeva.. a cominciare dalle norme di sicurezza e di pulizia al modo di cucinare che avevano... (tipo pasta stracotta messa nel frigo e utilizzata per giorni) in italia un ristorante così sarebbe stato chiuso il giorno stesso se non proprio aperto... ma qui non importa se lavorano clandestini e se le norme di pulizia e sicurezza non sono rispettate.. non importa sapere se l'immigrato clandestino ha la tessera sanitaria per poter toccare il cibo.. allo stato americano interessa solo che si paghino le tasse.. qualche mazzetta all'italiana per poter stare tranquilli dai controlli ed il business è ok ... quando mio cugino , chef italiano, è arrivato nello stesso ristorante e ha cominciato a dare ordine sia nella pulizia che nel modo di cucinare il ristorante ha cominciato ad essere busy tutti i giorni per lunch e dinner... addirittura uno show in tv hanno fatto ... e il proprietario ha risparmiato molti soldi perché appunto non erano ben organizzati... vi dico solo che non conoscevano la differenza tra olio di semi e di oliva... tant'è che friggevano con l'olio d'oliva.. lascio immaginare voi quanto costa in ogni friggitrice 5 6 litri di olio di oliva ...

    ben vengano gli italiani in America ad aprire ristoranti e a diffondere la cultura italiana... ma purtroppo si accorgeranno che devono adattarsi ai gusti degli americani.. che come ben saprete sono di razze miste e quindi le culture si mischiano e confondono...
    rimane in ogni caso valido quanto si è detto in altri post che qui i soldi sulla ristorazione si fanno e tanti.. ma solo se offri ottimo servizio, per la qualità del cibo basta la sufficienza...

    Good Luck per i futuri emigrati

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    1. grande hai perfettamente ragione mi chiamo Vincenzo in italia mia madre aveva il ristorante o iniziato li ora sono al diqua ....e quello che dici e tutto vero...

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    2. Ciao, mi chiamo Ivo e vorrei riprendere il tuo commento riguardo la ristorazione in america visto che ci stiamo pensando seriamente anche noi...
      Come ti sta andando e che consigli puoi dare?
      Aspetto tue notizie...
      Grazie
      Ivo

      pasqualini.ivo@gmail.com

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  9. io sono stato negli USA per 3 volte e ho girato molti posti avendo fatto on the road....e penso anche io che se gli cucini una matriciana ad un americano non gli piacerebbe, tanto quanto come la cucinano loro; hanno i loro gusti e quando si apre un ristorante bisogna adattarsi ai loro gusti...almeno che non si punti sulla clientela italiana (che è li in vacanza o vive lì) allora si può rispettare le ricette della nostra cucina che è la migliore nel mondo :-)...sono anche io interessato ad aprire un attività in Florida adesso mi informo su come muovermi.....non un ristorante perchè non ne so niente di cucina :-)

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    1. vengo negli Stati Uniti ogni anno con mio marito (e' americano) quando veniamo cucino sempre io altrimenti mi toccherebbe mangiare qualcosa di pronto messo nel microonde, pero' qualsiasi cosa io faccia a loro piace, anche se dicono che e' diversa da quello che conoscono loro, giusto ieri sera mi dicevano che parmesan e parmigiano sono la stessa cosa....

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  10. m.
    sono veramente interessato a trasferirmi in florida con tutta la famiglia, ho una esperienza buona di cucina perchè in passato ho avuto un ristorante, ma ho posseduto anche una piccola fabbrica per 30 anni, e ora sono stanco, stufo, di come vanno le cose qui.
    come si può capire non sono cosi tanto giovane, ma ho una figlia che conosce abbastanza di cucina e oltretutto è anche avvocato ma qui in italia non si guadagna quasi niente .

    possediamo un po di soldi almeno quelli che dicono essere necessari per il permesso come investitori, parliamo un po di inglese, corretemante scritta e parlata la lingua spagnola.

    Se puo darci dei suggerimenti ci aiuterebbe tanto.

    grazie

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  11. Ciao sono Michele di Bologna,
    con mia moglie e figlie più una coppia di amici stiamo valutando l'opportunità di acquistare un ristorante tra Ventura e Malibù.
    E' un'impresa sicuramente difficile per chi non è del settore, ma tanto cosa ci costa rischiare ?
    Conviene vivere in questo stato di polizia nel quale viviamo oppure tentare la "suerte" in un Paese che stà riprendendo?
    Conosco molto molto bene gli USA, leggo e parlo perfettamente l'inglese, ho amici americani che non vedono l'ora che ci trasferiamo.
    Con l'altro ragazzo riusciamo ad avere la cifra per prendere il locale.
    Oggi un mio amico che ha un ristorante a NY NY con 2 stelle, mi diceva che la Green Card viene rilasciata in base alle persone che assumi (da verificare) e mi ha dato un po' di conteggi per il personale ... Chef, 2 aiuti chef, camerieri etc etc
    Vedremo ....

    Michele

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  12. Ciao Michele,io sono Gabriele ho 53 anni,di cui 25 nella ristorazione,sono un tutto fare,sia in cucina che in service,parlo e scrivo il tedesco,la cucina sarda e per me la quotidianità,sarei disponibilissimo a questa avventura. Ti interesserebbe una persona come mè?

    gabriele.salaris@tiscali.it

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  13. il business plan deve essere convincente. ma la cosa che più gli interessa è che ci siano i soldi. và creata la società che deve avere sede in USA, puoi richiedere il visto E1 o E2 anche prima di iniziare i lavori, durante o dopo.
    Chiunque faccia la richiesta x visto E1 deve essere detentore di almeno il 50% delle quote dell'azienda per cui sta facendo affari negli Usa, o un impiegato chiave della stessa: insomma una persona che sia considerata essenziale per quell'incarico. Oltre a quanto già detto, richiede che chi ne fa domanda sia titolare o impiegato chiave di un'azienda che abbia investito in una compagnia americana una cifra non inferiore agli 80.000 dollari. Non è un vera questione numerica ma un criterio per stabilire la potenziale capacità dell'affare in corso, di creare posti di lavoro ai cittadini americani.
    consiglio comunque di farsi seguire da un legale con circa 4 o 5000$ si ha la costituzione della società (in usa è obbligatorio che lo faccia un avvocato) e il visto.
    domande?
    alessandro.c@mac.com

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  14. Secondo me ci sono parecchie imprecisioni in questo post. Se non sbaglio la cifra minima per ottenere un visto di tipo E sono 500k e non 200k. Il servizio migliore dei ristoranti americani è semplicemente una conseguenza del sistema delle mance. Inoltre, nonostante il servizio sia generalmente migliore che in Italia, non è vero che sia anche più veloce. Anzi, negli USA i tempi di attesa sono parecchio maggiori e non parlo di ristoranti fast food ovviamente.
    Per concludere, anche in Italia una cena da $50 vino escluso verrebbe considerata cara.
    La vera differenza che ho notato tra ristoranti americani ed italiani è la varietà di piatti disponibili. In Italia i ristoranti propinano più o meno sempre gli stessi piatti, facenti parte della tradizione culinaria italiana. Negli Stati Uniti invece sperimentano molto di più. La conseguenza di questa differenza me la spiego con il fatto che gli americani, non avendo una propria tradizione culinaria, esportano cibi e stili molto differenti tra loro.

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    1. Noi ottenemmo un E2 con 70K. Dipende solo dal Business Plan.

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    2. ciao ,
      anche io e mio marito abbiamo l'idea di trasferirci negli usa , ma in realtà non sappiamo a ki rivolgerci per avere informazioni specifiche tu a chi ti sei rivolto? come hai fatto? ti sarei molto grata . grazie

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  15. Bellissimo questo blog ! elena brescia

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  16. ho trascorso 10 giorni in florida ( MIAMI e ORLANDO ) dove ho potuto verificare la cucina americana .Se paghi poco mangi mec donald se paghi tanto mangi messicano e cubano .
    la cucina italiana è assente . rari ristoranti italiani gestiti da napoletani a prezzi folli , ottima qualità , primi al dente , vino buono con parmigiano reggiano e prosciutto parma originali .

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    1. Ma io dico ,se volete ricercare in florida o da qualsiasi altra parte i veri cibi italiani,ma perche' non restate in Italia?

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  17. Scusate se mi permetto di fare delle correzioni. Io in Florida ci vivo e faccio il ristoratore. Ho affrontato gia'nel 2011-12 tutti quei passaggi legali e pratici che avete descritto (a volte impropriamente) nei post qui elencati. Saro' schematico nelle considerazioni:

    L'investimento per l' E2 puo' anche essere di $30,000 o meno basta che il business plain tenga! Una societa' si crea online con 200-300$ anche stando in Italia. Vd. www.amerilayers.com Ci sono esperti su internet che vi fanno consulenza SERIA per 500$-1000$ a persona una-tantum e si saldano a visto rilasciato previo acconto del 50%. l' ho fatto io stesso consultando: http://usvisaconsulting.de/about/
    Se volete aprire un ristorante scordatevi di farlo all' Italiana autentico... e' follia pura vi dovrete adattare ai loro gusti. Contrariamente a cio' che ho letto qui... i piatti americani sono sempre gli stessi, rigirati,cambiati, copiati ecc. L' Italia e' la vera creativita' solo che qui non la potrete esprimere come vorreste. Ho visto 43 stati dell' unione in anni di permanenza e qualcosina in piu' la conosco di cio' che puo' apparire in qualche viaggio anche annuale.Se vi interessa comprare un ristorante/italian eatery multi concept vi vendo il mio per $140,000 o vi affitto la gestione (fino al Dicembre 2014) per $6000 al mese se entrate in societa' con me al 50%.in ogni caso in bocca al lupo! A proposito io sono a Orlando, Florida e l' attivita' anche. Perche' lo vendo o lo affitto? Mi occupo anche di food import dall' Italia e continuo la mia attivita' di giornalista enogastronomico.

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  18. bellissimo questo blog.... da cutrofiano (lecce) un saluto a tutti gli italiani in america vi ammiro e stimo tantissimo.

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  19. Ciao,quello che a fatto emigrante in usa,è anche il sogno di molti altri come o visto in questo blog,e ovviamente anche il mio.....volevo sapere se qualcun altro, di tutti quelli che volevano trasferirsi in America è riuscito Nell intento di aprire la sua attività .....

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  20. Ciao anche io ho lavorato in america a orlando a miami e ad arlington come cameriere,mi dispiace per voi ma la cordialitá la pazienza e la riconoscenza degli americani qui in italia non sapete neanche dove sia...in italia è vero la cucina italiana e bla bla ma il popolo è così viziato che il 40 percento della gente rispetta la carta offerta...metti togli cambia piccolo grande senza con....questo è il cliente italiano...poi andate/vanno all estero e invece che cercare il ristorante locale cercano il solito ristorante italiano per poi piangere che non è come a casa..mancate di adattamento purtroppo...ricordo ancora un tizio che mi chiedeva se ero italiano se la cucina era identica all italia...per poi lamenarsi di tutto...aggiungo u a cosa date sta cavolo di tip e piantatela di commentare li funziona cosi e va accettato.
    Vorrei trasferirmi li perche sono stufo di stare qui se interessa il mio cv o qualcuno vuole sapere chi sono e storia lavorativa...mailatemi ivanboscolo80@hotmail.it posso apetire a fine 2013...thanks

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  21. Ciao,sono una mamma quarantenne di 4 maschietti e il desiderio più grande mio e di mio marito è quello trasferirci negli States soprattutto per offrire loro una chances in più!
    Amiamo lo stile di vita americano e non ci spaventa affatto rimetterci in gioco totalmente.
    Vorremmo portare un po' di Made in Italy ma riuscire ad integrarci il meglio possibile.
    Spero un giorno non troppo lontano di scrivere nuovamente su questo bel blog raccontando la mia esperienza ed essere d'aiuto a chi è come me in questo momento, piena di speranze, sogni, all'inizio di una scalata insomma!

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  22. buongiorno sono uno chef italiano e sono stanco della non professionalita furberia ridicolaggine sia dei ristoratori che dei dipendenti italiani siamo chiusi a qualsiasi novita il cliente italiano e quello che non e aperto a novita culinarie e monotono non si puo mangiare le stesse cose e non conoscere altre cucine voglio andare da questo paese arretrato tutto quello che siamo oggi ce lo meritiamo se qualcuno allestero vuole uno chef sono disponibile email giacalone.gmgiacalone.gianmass@gmail.com grazie

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  23. Rispondo che io vivo qui a Orlando e ci lavoro come ho gia' detto. Non sopporto quelli che criticano in modo eccessivo e impreciso l' Italia e gli Italiani e analoga cosa vale verso gli Americani. Ogni paese ha i suoi difetti e pregi. In Italia esiste una vera innovazione in molti aspetti della ristorazione e vi sono grandi chef che hanno insegnato e tuttora insegnano agli americani a fare meglio. Questi ultimi hanno invece da insegnarci il marketing e il customer service (in Italia ridicolo). Entrambi sono grandi paesi, ma in modo diverso. Una cosa su tutte, in USA la cultura media, paragonata all' Italia e' davvero bassa. Ma in squadra e come sistema ci battono alla grande. Risultato 1-1

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    1. Questa e' una fesseria. La percentuale di laureati in US e' infinitamente superiore a quella italiana. Non dimenticare che vivi ad Orlando e fai un lavoro da 'Blue collar".

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  24. Ti rispondo solo per correttezza verso gli altri. Prima di tutto non faccio un lavoro da Blue collar in quanto sono un giornalista laureato (e come me ce ne sono tanti anche in Italia) esperto di America visto che ho fatto il corrispondente per la Rai e Mediaset per 26 anni in 45 stati. Si e' vero la percentuale di laureati in USA e' superiore ma il livello raggiunto cambia molto da un college all' altro. Le scuole elementari e medie sono di gran lunga inferiori a quelle italiane. Al 6th e 7th grade fanno quello che in Italia, fanno nel 5th. Sul libro di Geografia di mio figlio (che tra l' altro frequenta una delle migliori middle schools della Florida) sulla cartina dell' Italia mancava la Sardegna e il bello e' che pure l' insegnante confermava che era giusto cosi') potrei continuare con molti esempi di questo tipo. Alle superiori la cosa fortunatamente cambia e migliora. Quando mi riferisco a cultura media, mi riferisco a quella generale sul resto del mondo o degli USA. La maggior parte degli Americani non ha neppure visitato il proprio vasto paese. Figuriamoci l' Europa e il resto del mondo. La cultura caro signore non e' una statistica ma apporto di esperienza quotidiana, predisposizione alla curiosita'e confronto (col resto del mondo)e naturalmente studio a scuola. Le cose che dico non le ho lette ma le ho personalmente vissute in mezzo alla gente americana in quasi tutti gli Stati Uniti. Ho rispetto per loro ma devo essere critico e veritiero quando serve. Ripeto entrambi i paesi hanno pregi e difetti. Fesserie sono quelle che si dicono o si scrivono senza cognizione di causa.

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    1. Ad occhio e croce mi sembri uno che ha la tendenza a spararle grosse. E qui chiudo la discussione.

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    2. Sono un cittadino americano residnete in italia e che nell'arco di un anno si trasferirà negli USA per sempre.
      Mi intrometto nella discussione, dicendo questo:

      E' vero che la cultura generale media americana è alquanto deficitaria e che in Italia invece la stessa cultura è molto più alta.

      Ma 2 cose:

      1) Gli americani in genere saranno pure aculturati, ma nel loro campo lavorativo sono i numeri 1 al mondo e ultraspecializzati.
      2) Vai a dirlo ad un cassa integrato e/o disoccupato italiano che però gli Italiani sono ricchi in cultura, sai cosa gliene frega?

      Saluti

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    3. Salve

      mi piacerebbe incontrarla di persona. Io e mia moglie siamo stati estratti per la Green card 2013 e stiamo valutando le zone in Usa dove trasferirci. In agosto dovremmo essere in Florida.
      E-mail: daskidone@gmail.com

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    4. Interessante la vicenda della Sardegna non mezionata nel libro di geografia. Potresti dirmi come si intitola il libro?
      Grazie in anticipo.

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  25. Salve a tutti sono capitato in questo blog perchè mi sto interessando ad aprire un'attività in USA forse anche nella ristorazione, sono circa due anni che giro gli states, per quanto riguarda le loro abitudini alimentari ho trovato una grande diffusione di "ristoranti" per famiglie che tendono a competere con il prezzo e cercano di sostituirsi alla cucina in casa con il risultato di perdere completamente i gusti e i sapori proprii di una cucina come quella Italiana, quindi di sicuro non è interessante enrare in competizione con questo tipo di locali che comunque non sono Ristoranti tuttalpiù sono paragonabili al nosto catering per mense aziendali, cucine centralizzate rifornimenti in grandi quantità, cibi semilavorati a lunga conservazione ecc... C'è solo una cosa che mi fa inc...are tanto ed è che viene usurpato il nome Italia e i colori della nostra bandiera solo perchè fa vendere di più quindi qualsiasi cosa un Italiano farà in America potrà solo essere proiettato verso l'eccellenza un ristorante vero Italiano dovrà avere prezzi alti e prodotti veramente Italiani e se gli americani non lo gradiscono andassero a mangiare ai loro fast-food o vari buffet cinesi o meno, la nostra cucina la dobbiamo valorizzare non svendere, anche solo una Pizza deve essere una vera pizza non un "flatbread" con sopra tutto quello che è avanzato in frigorifero,
    Grazie a tutti
    Massimo

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  26. Questi blog fanno ridere, perchè ti fanno passare la voglia di provarci, infatti chi scrive questi blog sono gli italiani in america che fanno i fighetti e danno "sconsigli" sulle nostre idee, insomma io dico se volete andare in america fatelo e basta, andate al consolato, compratevi un biglietto aereo e partite, la burocrazia vi rallenta ??? non importa, invece di partire subito partirete tra qualche mese... per concludere cito una frase che tutti voi dovete prendere come esempio e che io ho fatto... "the world is yours"...

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  27. Buon giorno,

    il "migrante"(i direi EMIGRATO dato che migrante mi sa di censura sinistroide) italiano che ha scritto questo blog sembra conoscere la realtà degli USA.
    O forse solo una parte.

    Ho visitato gli States perecchie volte, ho avuto la ragazza americana, vissuto e mangiato con loro.

    Posso dire che come popolo, anche se criticato dal comunismo nazionale (i cui esponenti non rinunciano al giretto per le vacanze invece di andare nelle belle spiagge tossiche della Cina), sono eccezionali.

    La cucina, a parte le Steak House dove la carne è davvero buona, non è il massimo.

    Si salvano nei paesini dove i piatti locali sono ancora un po' bucolici e genuini.
    Da visitare gli Amish: sono davvero genuini nelle torte e nei secondi piatti.

    Tuttavia niente di particolare: la cucina italiana qui è decisamente meglio. Quello che si vede lì con i vari "maccaroni" e spaghetti con polpette non è italiano ma cibo americano italianizzato.

    Un cuoco medio qui là diventa un grande chef senza ombra di dubbio.
    Bisogna avere capitali e relativi permessi.
    Senza "money" poco si fa. Soprattutto negli USA.

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  28. Ciao a tutti sono un ragazzo italiano ovviamente, ho 14 quasi 15, e sto studiando presso l'istituto alberghiero amerigo vespucci a milano.. Da qualche giorno sono su google a cercare informazioni sul america, perche un giorno, dopo aver fatto un po di esperienza qui in italia, sogno di andare a vivere negli states, mi piacerebbe vivere in colorado o in michigan.. Mi sono interessato perche qui in italia c'è crisi, spero ovviamente di aprire un ristorante mio un giorno, ma ce una cosa che voglo fare,è vivere il sogno americano o comunque farlo vivere ai miei figli, mandarli nei college, stile telefilm americani.. Mi sarebbe piaciuto a me essere un nativo americano da genitori italiani, solo per vivere il sogno americano..

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    1. che tenero che a 15 anni pensi gia' ai tuoi figli :-)

      spero che il nome della tua scuola ti porti fortuna :-)

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  29. Salve io avrei delle domande: siamo tre famiglie che hanno racimolato 500,000 dollari,l'investimento minimo per il visto E-B5,e mi chiedevo se,poichè siamo tre soci/famiglie, il visto varrebbe per tutti e tre? Aspetto risposta,grazie

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  30. Salve
    L'entità del capitale da dimostrare di possedere varia in base al tipo di attività che si vuole intraprendere, io vorrei rilevare o avviare un bar.
    Siamo marito, moglie e 2 figlie, i visti comprenderebbero tutta la famiglia?

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  31. ciao emigrante..

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  32. Ciao Emigrante
    sono un emigrante il mio nome e` Dario vivo da 23 anni in Sud Africa paese molto similare alla California,mi divertivo molto a leggere I commenti nel tuo blog e devo dirti che alcuni sono interessanti altri stupidi !
    Sono uno Chef abbastanza famoso in SA ho un ristorante pluri blasonato e mi occupo anche di produzione di salumi a detta dei clienti di ottima qualita,`vorrei trasferirmi in CA nelle zone intorno a San Francisco,cosa ne pensi di salumi e ristorazione?
    ho notato che la mentalita` Americana e` molto simile a quella Sud Africana le richieste culinarie sono uguali ( un compromesso tra qualita` Italiana e cultura locale)
    anche noi abbiamo I Red Neck che qui chiamiamo Bura!
    vorrei emigrare in Ca dove penso ci sia un futuro migliore per mia figlia e le mie nipotine e in un paese veramente DEMOCRATICO !
    grazie per la tua risposta,ciao

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  33. Ciao! Siamo una giovane coppia che vorrebbe "scappare" dall'Italia. Ci piacerebbe aprire una pizzeria d'asporto li in USA..non abbiamo molte pretese riguardo lo stato!! vorremmo sapere: funzionano lì le pizzerie d'asporto? esistono le "pizzerie al taglio", in un paese dove il cibo da fast food è sovrano?!
    grazie mille!!
    Nicola e Anna

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  34. Salve sono un diciassettenne, e mi ritrovo spiazzato davanti ad un non futuro offerto da questa terra tanto amata quanto infida, ahimè. Ho sempre fin da piccolo voluto esaurire ogni mia passione, davanti ai "forse" ed ai "no" degli altri mi sono trovato spesso demoralizzato e sconfitto, ma ultimamente ho preso la decisione di andarmene il prima possibile, ciò non vuol dire che non debba essere preparato prima ti intraprendere il passo. Amo la cucina ed il mio sogno sarebbe appunto intraprendere la via culinaria all'estero, America ed Australia sono forse quelle che in questo momento offrono più opportunità, mi sono informato e sono anche venuto a conoscenza di "alternative" (quali emirati arabi,e località asiatiche senza contare ovviamente il Sud America, Argentina per esempio). Per ovvietà quali il multiculturalismo estremo e la enorme varietà di possibilità io vorrei optare per gli States. Dopo la grande premessa :): Quali sono le località più adatte per un'attività quale per es. una pasticceria? Quali accorgimenti bisognerebbe prendere? E' meglio partire subito come "imprenditore" o forse farsi 2 anni le ossa magari in reparto alimentare appunto e poi provare ad intraprendere la strada da imprenditore?O usato il "tu" ma spero che chiunque possa leggere e sappia rispondermi lo faccia, vi ringrazio infinitamente.Speriamo non siano blande illusioni le mie.

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