martedì 10 novembre 2009

La macchina per il caffe' espresso

Una delle ultime spese da ricco protagonista della new economy sul finire dell'anno 2000 fu comprare una macchina del caffe' in grado di prepare un ottimo espresso e di rendere l'operazione semplicissima a partire dalla macinazione del caffe' (la ditta offrira gratuitamente la taratura ottimale a domicilio). Ricordo che costo' al tempo circa un milione e domandai al commesso se non ne esistesse una migliore per le mie esigenze. Poi arrivo' il 2001 e con esso la fine di parecchie web company, e l' azzeramento del valore delle stock options di futuri emigranti italiani in America.
Quando ci trasferimmo qui la macchina del caffe ovviamente ci segui' e nei primi mesi ci aiuto' dispensando caffeina nel solco dell'italica tradizione.
Poi il primo Natale qui entro' in casa la rivale, la macchina per il caffe' americano.
Ora io so che la quasi totalita' degli italiani ritiene che l'espresso sia una delle poche dignitose espressioni dell'italianita' insieme alla pizza ed alla pasta. Ma la realta' e' che un caffe lungo preparato come si deve e con la giusta miscela (per esempio "Sumatra" di Starbucks o il costosissimo "Hawaian blue") e' una delizia ottimo come conforto o meditazione. Insomma con il passare del tempo la macchina dell'espresso fu abbandonata tant'e' che stamattina mia moglie l'ha rimossa dal banco della cucina su cui giaceva inutilizzata da tempo. E mentre la osservavo inerme senza la scintilla vitale dell'elettricita' ho riflettuto sulla vita, l'universo e tutto quanto.
La meditazione mi ha aiutato a prendere una decisione fondamentale, mi comprero' un barattolino di Illy caffe' per farmi anche solo una volta alla settimana una moka.
Ah ho anche riflettuto che su una cosa gli americani non mi convinceranno mai; seguire uno dei loro sport. Basket, Baseball, Football dateli ai porci! W l'Inter
Voster semper Voster

lunedì 9 novembre 2009

Hamburger - Dickens ed Oakland

Il Rosso era entrato a prendersi da mangiare che non era ancora la mezza. Un pasto caldo era sempre assicurato li', carne patate e vegetali a buon mercato purche' non si facesse troppo gli schizzinosi sulla qualita' e la provenienza degli alimenti serviti.
Il Rosso poteva avere tra i 15 ed i 40 anni giacche' la scarsa igiene personale evidente in volto ne confondeva i tratti, e la sua faccia da furbo povero doveva aver visto parecchie schifezze. Di sicuro non aveva perso tempo a lavarsi alzandosi al mattino, ne' a pettinarsi.
Bisogna dire tuttavia che i suoi ispidi ed incolti capelli che svettavano sulla sua testa irregolare ben si armonizzavano con la faccia da furbo povero.
Un povero con capelli rossi e ispidi e con la faccia da guaglione navigato, in un quartiere pericoloso e cencioso abitato da un'umanita' dolente, arrabbiata e senza speranza di redenzione. Una societa' che non e' rurale ma nemmeno industriale dove i poveri mangiano male e se si ammalano non ricevono cure. I bambini lasciano presto la scuola per seguire promesse di bella vita che qui si declina invariabilmente con finire sparato o in galera.
Non e' la Londra di Dickens dell'Ottocento ma Oakland nel 2009. Il Rosso stava prendendo un Hamburger da Burger king.
Voster semper Voster

venerdì 6 novembre 2009

Una conversazione fra tante

Al telefono una tizia urla:"So let me say astarovia baduca bobbula basically it's right, propsnca..."
E la tizia ha proseguito poi a lungo nella conversazione russo inglese. Mi ridurro' anche Io in futuro ad esprimermi in una lingua Chimera fatta di inglese ed italiano? E la mia futura progenie avra' un nome proprio americano accoppiato con il mio cognome italiano? That's not good bamboli.
Voster semper Voster
Joe Squaglialagatta Emigrante

giovedì 5 novembre 2009

La diversita' della California

Il titolo di questo post e' indubbiamente uno stereotipo, ma vero. Nella freddissima mattinata la conferma della diversita'. Nella East Bay infatti abbiamo avuto temperature rigidissime anche sotto i 15 gradi Centigradi ! Insomma in una mattina come questa piu' o meno tutti in Italia avrebbero indossato vestiti per il mezzotempo. Qui no! Qui siamo una societa' diversa! Ed eccoci appunto a bomba, nel tragitto dal parcheggio della Bart ai treni un campionario di umanita variamente addobbata mi si e' presentata (ohila' che frase di prospettiva ho appena scritto!). Una specie di armata brancaleone raccogliticcia ed inadeguata a combattere le intemperie.
Ecco infatti l'Ottimista, in braghette corte e canottiera. Oppure il Siberiano tappato nella sciarpona guanti e cappello con cui spera di sopravviver ai rigori della rigida steppa californiana. Ma poi c'era anche l'Irriducibile, una signora ben oltre la mezz'eta in minigonna audace le cui gambe al vento avevano assunto un un colore tra il rosso porpora ed il vinaccia.
Ma il premio Emigrante lo conferisco (rulli di tamburo) alla Studentessa delle nevi, ovvero uno scriciolo di asiatica dotata di paraorecchie e con il naso colante, che in piena isteria ipotermica ripetava come un mantra a tutti quelli che le rivolgevano uno sguardo pietoso "Pel Confucio che fleddo polco che fa. Pel confucio qui mi becco il cimullo".
Voster semper Voster

martedì 3 novembre 2009

L'inutile idiota

In tutte le aziende o team in cui ho lavorato ho sempre trovato la figura dell'inutile idiota, nel seguito lo chiameremo Inidi, che inspiegabilmente sopravvive anche alle piu' draconiane ristrutturazioni.
Si caratterizza, oltreche' per il basso quoziente intellettivo, perche' non ha nessuna competenza ed ha spesso una mania che domina la sua vita.
Uno dei "miei" precedenti Inidi collezionava Fiat Multipla, e non scherzo. Un altro trasferito dall'azienda dagli Stati Uniti ad Agrate Brianza (sic) era famoso, e anzi si bullava, di aver portato con se' dagli States una fornitura di dentifricio Colgate che garantiva a lui ed alla famiglia 3 anni di spazzolate di denti senza che l'immondo dentifricio locale li contaminasse. Si mormora che resto' in contemplazione all'Esselunga per ben 10 minuti senza profferire parola quando si accorse che in Italia esisteva il Colgate. E qualcuno dice che pianse a lungo e che da allora cambio' vita e si dedico' alla ricerca mistica. Mi piace pensare che ora viva una vita di carita' ed amore universale in prossimita' di qualche svincolo della A4 Milano-Venezia.
Ma non era di questo che volevo scrivere, ma della email e telefonata che ho appena avuto con il mio attuale Inidi. Esso infatti mi ha mandato prestissimo al mattino una email in cui si lamentava di una relese software che il mio team ha recapitato ad un partner. Mi ha anche appena chiamato ed era ere seccatissimo con me "Emigrante ma che software rilasciate ai partner?, Occorre precisione in queste cose". Io l'ho lasciato sfogare a lungo, anzi ogni tanto al telefono esclamavo :"Really?". Finito lo sfogo gli ho detto :"Peter, quel software di cui parli non e' nostro, non ho idea di cosa tu stia chiedendomi . Chiedi al Partner chi sia il fornitore". L'Inidi ha appena chiamato per scusarsi, il Partner aveva confuso fornitore. In due anni questa e' stata la prima iniziativa che ha preso il mio Inidi!
Voster semper Voster
CiVuoleMoltaPazienzaeDovrebberoPagarmiDipiu'PerQuesto Emigrante

lunedì 2 novembre 2009

Se non studi finisci a zappare

Da adolescente svogliato al liceo, mio padre me lo ripeteva spesso:"a zappare finisci se continui a studiare poco".
Ed io naturalmente come ogni adolescente che si rispetti facevo spallucce e rimanevo concentrato sulle attivita' che avrebbero realmente garantito il mio successo e l'affermazione sociale; le squinzie, la moto e se i jeans dovessero essere con il risvolto o no.
Ieri mentre mi aiutava a piantare vegetali organici nello sciccosissimo orto che ho allestito nella mia proprieta' mio padre ha esclamato: "Figlio, te lo dicevo che finivi a zappare".
Zitto e zappa papa', zitto e zappa!
Voster semper Voster
Emigrante Contadino

venerdì 30 ottobre 2009

E se pensassero piu' a studiare che a come impapocchiarsi?

In Bart dopo il lavoro la sera tardi (ma mai al mattino presto), mi capita spesso di incontrare bande di negri di Okland o Richmond (S)vestiti con pantaloni con vita al ginocchio. Questi pantaloni praticamente arrivano a coprire completamente i polpacci ma lasciano completamente in mutande il proprietario che tra l'altro e' costretto a camminare come una sorta di pinguino che ondeggia a destra ed a sinistra. La cosa terrorizzante, oltreche' il fare aggressivo, e' come si esprimono in (non) inglese, nel senso che parlano una lingua singolare per pronuncia e grammatica. E' una sorta di inglese sgrammaticato e pronunciato in maniera pigra, quasi indolente omettendo gran parte delle consonanti. E se li osservate bene, devono aver impiegato un sacco di tempo per vestirsi e pettinarsi, indossano complicati e vistosi monili e magliette lunghissime. La cosiddetta cultura afro americana moderna fa schifo, e' orrenda nel vittismo e nei valori che propugna, che in sintesi si puo' riassumere in Soldi Facili , Sesso e Droga. Le loro canzoni rap fanno vomitare, ed e' normale che una donna abbia figli da 5 o 6 uomini diversi di cui non si occupera' minimamente. Ad Okland (130 omicidi finora dall'inzio dell'anno) si sono inventati il Sideshow, in pratica si mettono in macchina per le strade e fanno evoluzioni pericolose che di solito terminano in incidenti che spesso coinvolgono ignari passanti. Sono l'unico gruppo etnico che non coglie le opportunita' che la Bay Area offre per evolversi culturalmente. Questo e' tragico. Io spero che Obama diventi un modello per le nuove generazioni e non quei disgraziati dei Rapper. E che una nuova generazione si occupi finalmente di educare i figli! Ah l'appellativo negri l'ho usato consapevolmente, dato che nel loro slang si definiscono Nigga! Ed io faccio altrettanto.
Voster semper Voster