venerdì 14 agosto 2015

Ricetta Segreta Della Vita

Ecco, ho voglia di rivelarvi una ricetta  segreta.
Recatevi da un pescivendolo di fiducia, possibilmente che non abbia accento. O se  l'ha che sia almeno germanico se italiano,  o  francese se americano.
Chiedetegli di mostrarvi i salmoni pescati in mare aperto quel giorno. Osservateli con cura e sceglierete quello che ha la livrea meno argentea e che pesi circa 2 kg.
Il pescivendolo dovrà  impacchettarvelo con cura, possibilmente con delle foglie verdi (di felci sarebbe perfetto).
Gia' che siete in strada andate in una drogheria ben fornita di generi coloniali. Prendete 1 kg di zucchero di canna, meglio se biologico, per ogni  pesce che intendete preparare. E del sale grosso marino, meglio se in un cartoccio.
Una volta a casa mettete su un disco di Cannonball Adderley (io vi consiglio "Finest Hours"), va bene anche in streaming.
Fatto questo,  mescolerete in una scodella di legno chiaro, 625 grammi di zucchero di canna con 125 di sale grosso. Aggiungete un'idea di pepe nero appena macinato. Se fosse una giornata fredda anche una piccola ed inutile sfumatura di aglio.
Lavatevi ora bene le mani con un sapone artigianale con base salina, e sfilettate il salmone accuratamente, lavandolo poi a lungo  sotto l'acqua corrente. Tagliate ciascun filetto in 2 parti.
Scegliete con cura un contenitore metallico rettangolare.
Preparate armoniosamente un letto sottile fatto dalla miscela di sale e zucchero di canna. Disegnateci sopra con le dita un sorriso.
Disponete i primi due filetti cercando di non scomporre il sorriso che avete creato. Soffermatevi ora per un instante in un ricordo bello. Cospargete con la mistura di sale e  zucchero i primi due filetti e vi adagerete con armonia i restanti pezzi di pesce.
Non intristitevi quando utilizzerete la restante mistura per seppellire definitivamente  il pesce.
Lascerete riposare in un posto fresco, una grotta umida carsica sarebbe perfetta, ma siccome la vita spesso richiede compromessi vi piegherete ad usare il frigor.
Trascorreranno sei ore, in cui dovrete divertirvi per almeno venticinque minuti.
Estrarrete il piatto dalla grotta carsica e sciaquerete poi sotto acqua corrente fresca i filetti, che ora saranno leggermente caramellati sebbene non dolci. Il pesce ha nel frattempo perso i suoi umori salati, purificandosi per cosi' dire.
Accenderete ora il vostro dispositivo per l'affumicazione,  portandolo ad una temperatura di esattamente 220 gradi Fahrenheit.  Solo allora aggiungerete piccoli pezzi di legno di melo ed i filetti. Ivi affumicheranno per circa un'ora e 20 minuti, o fino ad una temperatura interna del pezzo piu' spesso del pesce di 140 gradi Fahrenheit.
Prima di estrarre il pesce ormai affumicato, vi assicurerete che  "Venice" di Chris Botti sia suonata.
Siete pronti a gustare il salmone affumicato ora, mettetelo su un piatto di porcellana fine bianca e mangiatevelo con le mani.
Non necessariamente da soli.

Voster semper Voster





2 commenti:

  1. Questo post potrebbe aiutarmi nella mia crisi di mezza età, forse.

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  2. Bello, mi piace metterci passione in cucina

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